Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Una carta di identità per i profughi: è la soluzione cui ricorre il governo tedesco, per mettere ordine nella gestione dell'emergenza migranti in Germania.

E questo nei giorni in cui un ministero bavarese annuncia che, questa settimana, sarebbe stato registrata la milionesima richiesta d'asilo, raggiungendo una soglia su cui si specula da mesi.

Il documento d'identità sarà requisito indispensabile - ha spiegato oggi in una conferenza stampa il ministro dell'Interno Thomas de Maizière - per ottenere qualsiasi servizio, e verrà distribuito a livello federale a partire dalla prossima estate; mentre a febbraio sarà disponibile nei centri di registrazione. Un rimedio per evitare falsificazioni e documenti "doppioni", che alimentano il caos.

Si tratta di uno dei pilastri della normativa approvata oggi nel consiglio dei ministri di Angela Merkel, che ha fra l'altro l'obiettivo di accelerare le pratiche di riconoscimento del diritto d'asilo (i sei mesi previsti al momento sono troppi) e migliorare lo scambio delle informazioni.

In una banca dati vi saranno inoltre diverse informazioni utili su ciascun rifugiato: oltre al Paese di provenienza e alle impronte digitali, saranno registrate situazione sanitaria (come i vaccini), titolo di studio e tipo di formazione, e contatti personali. Sarà richiesta anche la religione, ma questa verrà annotata su base volontaria.

In serata i ministri dell'economia dei diversi Laender, riuniti a Magonza, si sono accordati sull'intenzione di facilitare l'integrazione nel mondo del lavoro dei profughi. In futuro si vuole eliminare la regola che impone, nell'offerta di lavoro, di valutare prioritariamente tedeschi e cittadini europei. Mentre la ministra del Lavoro socialdemocratica Andrea Nahles ha annunciato di voler rapidamente assorbire almeno diecimila rifugiati nel mercato.

Del resto il capitolo lavoro resta il più delicato: oggi è stato il presidente dell'istituto Ifo, Hans Werner Sinn, a mettere in guardia da facili illusioni. Se i profughi avranno un effetto congiunturale positivo per i prossimi due tre anni - e l'istituto di Monaco ha rivisto al rialzo il Pil nel 2016 (+1,9%) - la disoccupazione subirà in lieve aumento e l'integrazione resta una sfida difficile, dal momento che, ha fatto presente, chi sta arrivando in Germania scappando da guerra e terrore non è adeguatamente formato.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS