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Germania: Consiglio Europa, stop castrazione reati sessuali

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 febbraio 2012 - 11:40
(Keystone-ATS)

La Germania deve immediatamente mettere fine alla pratica della castrazione chirurgica dei condannati per reati sessuali. A chiederlo è il comitato per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d'Europa nel rapporto sulla visita condotta nel paese alla fine del 2010 e pubblicato oggi, dopo il consenso delle autorità tedesche. Dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa la Germania e la Repubblica Ceca sono gli unici a utilizzare la castrazione chirurgica.

Nel rapporto il Cpt osserva che il ricorso alla castrazione chirurgica in Germania, regolata da una legge del 1969, è molto limitato. Secondo dati non ufficiali raccolti dal Comitato, negli ultimi 10 anni sono state effettuate meno di 5 castrazioni per anno.

Tuttavia, e nonostante tutte le garanzie che il sistema tedesco sembra offrire affinché non vi siano abusi nei confronti di questi condannati, il Cpt esprime "la sua fondamentale obiezione all'uso della castrazione come metodo di cura per i condannati per reati sessuali" sottolineando come questa pratica possa essere facilmente considerata un trattamento degradante e quindi una violazione della Convenzione europea dei diritti umani. In particolare il Cpt punta sulla irreversibilità degli effetti fisici della castrazione chirurgica, agli effetti psicologici che può avere e al fatto che questo metodo non è conforme agli standard internazionali riconosciuti per la cura e il trattamento di chi abbia compiuto reati sessuali.

Infine il Cpt osserva come non vi siano dati attendibili su un eventuale effetto positivo nell'abbassare la recidività e che ci sono seri dubbi sul fatto che i condannati a cui viene praticata la castrazione siano veramente liberi nel dare il loro consenso, come prescritto per legge. Il Cpt ritiene infatti che potrebbero acconsentire solo perché la ritengono l'unica soluzione per non restare in carcere a tempo indeterminato.

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