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Un'immagine aerea mostra il memoriale realizzato nella zona in cui avvenne il disastro durante la manifestazione Love Parade a Duisburg, in Germania (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA DPA/HENNING KAISER

(sda-ats)

La strage della Loveparade di Duisburg del 24 luglio 2010, con un bilancio di 21 morti e oltre 600 feriti, sarà oggetto di un processo. Lo ha deciso la corte d'appello di Düsseldorf, rinviando a giudizio le 10 persone incriminate per l'accaduto.

Fra le dieci persone incriminate ci sono sei impiegati del Comune di Duisburg e quattro dipendenti della società che aveva organizzato l'evento. Sono accusati di omicidio colposo e lesioni colpose.

Secondo una nota del tribunale di Düsseldorf, i risultati delle indagini fanno pensare che la violazione degli obblighi di diligenza, di cui vengono accusati, sia stata la causa dei decessi e dei ferimenti. Inoltre suggeriscono che le insufficienti dimensioni e l'inadeguata struttura del sistema dei punti di ingresso e di uscita, nonché le scarse possibilità di far fluire i partecipanti abbiano condotto alla catastrofe e che queste inadeguatezze fossero "prevedibili" dagli accusati.

Un anno fa il tribunale di Duisburg aveva respinto l'apertura di un processo, giudicando troppo basse le chance di successo. Una delle prove centrali depositate dall'accusa, una perizia di un esperto, conteneva "gravi carenze metodologiche e di contenuto", avevano argomentato i giudici. Il pubblico ministero e diversi parti civili avevano presentato un ricorso, accolto ora dalla corte d'appello di Düsseldorf. Positiva la reazione della procura di Duisburg e degli avvocati dei parenti delle vittime, che si sono detti sollevati dalla decisione odierna.

Il 24 luglio del 2010, 21 persone persero la vita e oltre 600 rimasero ferite a causa della calca scoppiata nell'area di accesso alla manifestazione, organizzata sull'area di una vecchia stazione merci.

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SDA-ATS