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Germania: Corte dei conti accusa, spesi 2 euro di troppo

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2012 - 19:35
(Keystone-ATS)

Anche in Germania le istituzioni spendono troppo. Per la precisione circa 2 euro di troppo, come ha fatto notare la Corte dei conti tedesca all'Agenzia del lavoro, "rea" di aver pagato per un mazzo di fiori più dei 50 euro "consentiti". E poco altro.

La curiosa vicenda è riportata oggi dal sito del quotidiano "Süddeutsche Zeitung" (Sz), che in merito al conflitto insolito tra istituzioni considera come, a volte, i controllori tedeschi della solitamente acclamatissima Corte dei conti federale, "che godono di una reputazione senza macchia, come la Bundesbank", si rivelino un po' troppo "spilorci".

In realtà la corte dei conti, spiega la Sz, contesta agli spendaccioni dell'Ufficio del lavoro di aver impegnato troppe risorse pubbliche per la rappresentanza. Una festa del consiglio d'amministrazione dell'Agenzia per 1081,68 euro, 50 bottiglie di vino da regalare (in tutto 524,79 euro) per cui non sarebbe stato concordato uno sconto, cibo e bevande, forse in eccesso, per un incontro con gli emissari del ministero del lavoro. E il famoso mazzo di fiori pietra dello scandalo. Tutto puntigliosamente sommato nel rapporto dei ragionieri dello Stato tedesco dal titolo: "spese straordinarie per ragioni di servizio in casi particolari effettuate dall'Agenzia per il lavoro". Un titolo, scherza la Sz, che lascia intendere come i dipendenti dell'Agenzia "sappiano forse godersi un po' troppo la vita".

Piccata la reazione degli accusati: "ci vogliono rovinare l'abitudine all'ospitalità", ha commentato un anonimo membro del consiglio di vigilanza, composto da datori di lavoro e sindacalisti. Anche perché prima di guardare i conti dell'Agenzia, la Corte dovrebbe sistemare le cose in casa propria: la percentuale delle spese di rappresentanza rispetto al budget complessivo, si fa notare con tanto di tabelle in una presa di posizione ufficiale, è più alta per i controllori che non per i controllati. Tutto in regola, dunque, risponde l'Agenzia. Compreso quel discusso mazzo di fiori, comprato in occasione di un meeting per ringraziare la persona che aveva ospitato l'evento. Mettendo gratuitamente a disposizione la propria casa con tanto di giardino.

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