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A un mese esatto dalle elezioni, si è costituito oggi a Berlino il nuovo Bundestag: volti vecchi, molti nuovi, quattro partiti, compresa l'Unione Cdu-Csu, fuori i liberali, spazzati via dal voto alle urne.

Il 18/o Bundestag è in carica e operativo. Il governo ancora no: quello vecchio cristiano liberale, guidato da Angela Merkel, è stato licenziato dal presidente Joachim Gauck, che ha al contempo pregato la cancelliera e i ministri di rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti, fino alla formazione del nuovo esecutivo.

I negoziati fra Cdu-Csu e Spd per una grande coalizione cominciano domani e proseguiranno per cinque, sei settimane: il nuovo governo è atteso sotto l'albero di Natale.

Il nuovo Bundestag è composto di 631 seggi, di cui 311 alla Cdu-Csu, 193 alla Spd, 64 alla Linke (sinistra) e 63 ai Verdi. Durante la seduta è stato riconfermato anche il presidente del Bundestag, Norbert Lammert (Cdu), 64 anni, che è al suo terzo mandato consecutivo e ricopre la carica dal primo governo Merkel nel 2005.

Il presidente, molto popolare, strenuo fautore del potere del parlamento sull'esecutivo, e noto per il suo spirito indipendente, è stato eletto con un risultato record, quasi il 95%. "Un Parlamento non è un'assemblea di eroi e santi, ma di rappresentanti del popolo", ha detto, sottolineando ancora una volta il valore del parlamentarismo.

Eletti anche sei vice presidenti, uno in più di ora: due per l'Unione (Peter Hintze della Cdu e Johannes Singhammer della Csu), due per la Spd (Edelgard Bulmahn e Ulla Schmidt) e uno ciascuno per l'opposizione, (Petra Pau della Linke e Claudia Roth dei Verdi).

Lammert ha anche affrontato il problema dei diritti dell'opposizione, che, schiacciata dalla forza preponderante di una grande coalizione (504 seggi su 631), non avrebbe più la facoltà di esercitare il suo potere di controllo. Linke e Verdi dispongono solo del 20% dei seggi, mentre per importanti funzioni, come chiedere una commissione parlamentare di inchiesta o ricorrere alla Corte costituzionale per una verifica della costituzionalità di una legge, serve il 25%. Sarà trovata una soluzione per garantire il diritto dell'opposizione, tutti i gruppi parlamentari sono d'accordo nel caso si arrivi a un governo di larghe intese, ha assicurato Lammert.

Nel licenziare il vecchio governo, Gauck ha ringraziato cancelliera e ministri: "Avete governato in tempi difficili - ha detto riferendosi alla crisi dell'euro -. Col vostro lavoro vi siete guadagnati meriti per il nostro Paese e la sua gente". Al contempo si è detto dispiaciuto per i cinque ministri liberali uscenti, fra cui il vice cancelliere e ministro dell'Economia, Philipp Roesler, e il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle: "Lo so, il risultato elettorale è amaro per voi e il partito liberale", ha detto.

Da domani al via dunque la maratona negoziale fra cristiano democratici e socialdemocratici: le delegazioni, un'ottantina di persone in tutto, procederanno in 12 gruppi di lavoro, più quattro sotto-gruppi. La presidenza sarà paritetica. Dei 12 gruppi principali, con 75 membri, 27 sono Cdu, 18 Csu e 30 Spd.

Se il negoziato si intoppa, si incontreranno a sei occhi i leader dei tre partiti: la Merkel, Horst Seehofer e Sigmar Gabriel, per rimettere in moto la macchina.

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SDA-ATS