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Martin Schulz, aspirante cancelliere dell'SPD.

KEYSTONE/EPA/FRIEDEMANN VOGEL

(sda-ats)

Se perde la Westfalia, non ha chance per la cancelleria. Le analisi sul voto di domenica, in Germania, non lasciano molto scampo a Martin Schulz: dopo le due ultime sconfitte, deve vincere. Il Nordreno-Westfalia è un territorio importante per i socialdemocratici.

Vederlo strappare alla signora Hannelore Kraft - considerata all'epoca della vittoria quasi un alter ego rossa di Angela Merkel - sarebbe uno smacco che l'SPD in questo momento non può permettersi.

Eppure, la partita che più di ogni altra sembra indicativa per le elezioni del 24 settembre, si gioca su temi locali. L'istruzione (che in Germania è di competenza dei Laender) è assolutamente centrale: tanti genitori, ad esempio, vorrebbero tornare a un percorso scolastico più lungo, lasciando i figli un anno di più a scuola, e su questo preferiscono la Cdu, dopo le "sperimentazioni" del governo uscente. Inoltre nella regione che ha subito le violenze del Capodanno di Colonia (2015) anche la sicurezza è una assoluta priorità. E gli amministratori regionali non ebbero grande successo sulla gestione di quella emergenza.

Se i sondaggi mostrano un testa a testa, da giorni il lieve vantaggio di un punto per la Cdu che candida Armin Laschet sembra "configurare quasi una tendenza", rileva un giornalista locale in tv. La partita non è ancora persa, e in ogni caso, subito dopo, Schulz dovrà affrontare altri tre mesi abbondanti di campagna elettorale.

L'effetto straordinario provocato sul partito al suo arrivo è molto attenuato: dall'insperato sorpasso della Cdu, a livello federale, a uno stacco di 7 punti, a tutto vantaggio di Merkel. Il forte recupero dell'SPD però resta. Lo sfidante della cancelliera deve riempire l'euforia di contenuti. Meglio, dicono i più critici, se l'avesse fatto prima.

SDA-ATS

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