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Dopo la carne di cavallo, in Germania scoppia il caso delle "uova bio" false. Uova, cioè, dichiarate biologiche abusivamente, dal momento che i parametri produttivi indispensabili per fregiarsi della ricercatissima etichetta non verrebbero rispettati.

Lo scandalo delle uova è stato sollevato dal settimanale "Der Spiegel", che ha scritto di 150 imprese produttrici della Bassa Sassonia finite nel mirino degli inquirenti: in Germania, a essere colpita dai sospetti, sarebbe una ditta su cinque.

"L'autorità giudiziaria della Bassa Sassonia ha aperto un'inchiesta per un sospetto di frode da parte dei produttori che vendono le uova dichiarandole biologiche alla vendita", ha confermato oggi in una conferenza stampa a Berlino il portavoce del ministero dell'agricoltura. "E se l'accusa si rivelasse fondata si tratterebbe di una caso di frode di ampia portata", ha aggiunto.

Anche la ministra dei consumatori, Ilse Aigner, ha commentato indignata: "se le accuse verranno confermate, si tratta di una truffa in grande stile. Una truffa ai danni dei consumatori, che colpisce però anche molti agricoltori onesti, che lavorano ai prodotti biologici nel nostro paese".

Fra le violazioni del protocollo per ottenere uova biologiche, il numero degli animali raccolti insieme nei pollai - sistematicamente superato in moltissimi casi - nonché il trattamento stesso delle galline da uova. Secondo la stampa tedesca, inoltre, le indagini coinvolgerebbero anche altri Länder del paese, come il Nordreno-Westfalia e il Mecklenburg-Vorpommern. E lo scandalo potrebbe estendersi ad altri paesi europei.

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SDA-ATS