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Economisti scettici sul ruolo positivo che l'integrazione dei profughi potrà avere sull'economia tedesca. Lo rivela un sondaggio condotto dall'Ifo Institut di Monaco in collaborazione con la Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Lo studio è basato su un questionario distribuito a 220 professori di economia e i cui risultati sono stati anticipati sul sito online del quotidiano di Francoforte.

Addirittura una maggioranza relativa degli interpellati, il 40%, si attende degli svantaggi per la Germania, e solo il 23% prevede un contributo positivo. Larga, il restante 37%, la fascia di coloro che non sono in grado di esprimere una previsione.

Sul tema dei confini, la grande maggioranza spinge per una migliore tutela delle frontiere esterne dell'Ue e mette in guardia dalla chiusura dei confini interni, anche solo temporanea: la fine del sistema di Schengen produrrebbe costi disastrosi.

Gli autori del sondaggio si dicono sorpresi dalle risposte ottenute alla domanda su come dovrebbero essere finanziati i costi per accoglienza, assistenza e politiche di integrazione. Il 45% degli economisti punterebbe su nuovi debiti, seguito dal 36% che preferirebbe un aumento delle tasse. Seguono a distanza altre proposte come la riduzione della quota destinata agli aiuti internazionali, un aumento dell'età pensionabile e il taglio alle spese sociali.

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SDA-ATS