La Germania ha espulso due diplomatici russi in connessione con l'omicidio di un cittadino georgiano a Belino. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri tedesco.

Secondo il settimanale Der Spiegel, che per primo ha riferito dei sospetti su Mosca degli inquirenti tedeschi, il presunto killer era entrato nel territorio dell'Unione Europea con documenti che lo identificavano come Vadim Sokolov, 49 anni. Il sito investigativo Bellingcat, ha aggiunto che Sokolov non esiste e la falsa identità gli era stata fornita dalle autorità russe.

L'uomo sarebbe in realtà il 54enne Vadim Krasikov, sospettato dell'omicidio di un uomo d'affari russo nel 2013 a Mosca. Anche allora il killer era in bicicletta e aveva colpito la vittima alle spalle. La Russia aveva diffuso un mandato d'arresto nei suoi confronti tramite l'Interpol, ma lo aveva ritirato nel 2015.

Khangoshvili, l'uomo ucciso a Berlino, aveva combattuto in Cecenia contro i russi fra il 2001 e il 2005. Viene descritto come uno stretto alleato dell'allora presidente ceceno Aslan Maskhadov, che guidava la guerriglia contro Mosca e fu poi ucciso dalle forze speciali russe. Khangoshvili era fuggito in Germania dopo essere sfuggito ad un tentativo di assassinio a Tbilisi, capitale della Georgia, nel 2015. La sua richiesta di asilo alle autorità tedesche era stata respinta. La Cecenia è oggi governata dal presidente Ramzan Kadyrov, molto vicino al leader del Cremlino, Vladimir Putin.

Mosca considera le dichiarazioni della Germania e l'espulsione dei diplomatici russi come infondate e un atto ostile. Lo sostiene il ministero degli Esteri russo in una nota, ripresa dalla Tass. Mosca, prosegue la nota, risponderà in modo simmetrico.

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