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Della storia di questo 'flop', nella Germania che in Europa fa la "prima della classe", non si vede affatto la fine. Il nuovo aeroporto di Berlino, il Willy Brandt, non potrà aprire prima del 2014 e l'attesissima inaugurazione del prossimo ottobre slitta - per la quarta volta.

Il motivo è in un elenco di "centinaia" di "errori di costruzione e mancanze" contenute nel rapporto tecnico riservato che ha pubblicato oggi la "Bild": circostanza che ha naturalmente sollevato un polverone. Ne è stato travolto in pieno, a questo punto, il sindaco della città, Klaus Wowereit. Ore di fibrillazione, un lungo vertice di crisi, poi il primo cittadino ha annunciato le dimissioni dalla guida del comitato direttivo della società aeroportuale.

Candidato ad essere il terzo aeroporto della Germania dopo Francoforte e Monaco, e a sostituire quelli vecchi della città un tempo divisa fra est e ovest, (Schönefeld e Tegel), l'aeroporto è stato presentato alla stampa mondiale appena 6 mesi fa. Tre settimane prima di una clamorosa disdetta (era già la seconda) dell'imponente manifestazione che avrebbe dovuto aprirlo al mondo.

In realtà il progetto avviato nel 1992, il cui cantiere è stato aperto nel 1996, ha subito numerose battute d'arresto. Fu fermato anche dalla magistratura nel 2005. Il 3 giugno del 2012 lo scalo progettato per 27 milioni di passeggeri avrebbe dovuto segnare la parola fine di questa odissea: ma venti giorni prima le falle del sistema anti-incendio hanno fatto rimandare l'apertura ad agosto. La data del 27 ottobre 2013 era stata decisa, infine, a settembre.

"Bild" ha rivelato oggi che l'aeroporto non sarà pronto neppure per allora: non potrà esserlo, a quanto pare, prima del 2014. E il tabloid riferisce che i tecnici hanno consigliato un altro anno e mezzo di lavori. Intanto, lievitano i costi. Un aggiornamento del calcolo dei danni non è ancora pronto: ma per il più recente la spesa era già salita di 1,2 miliardi di euro a 4,3.

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SDA-ATS