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In Germania la corte di Kempten ha scagionato dall'accusa di omicidio colposo due genitori che avevano interrotto la chemioterapia della figlia dodicenne, poi morta, affidandola alle cure di un presunto guaritore norvegese.

La coppia, oggi separata, secondo i giudici ha agito "indiscutibilmente" credendo di fare il bene della bambina. Inoltre non ci sarebbe stata la certezza che la dodicenne sarebbe sopravvissuta alla chemioterapia, anche se i medici intervenuti durante il processo avevano parlato di una percentuale di successo della terapia tradizionale pari all'80%.

Durante un controllo, nel 2009, i dottori avevano scoperto un tumore grande quanto un pallone da calcio nello stomaco della piccola. I genitori avevano però deciso di interrompere subito le cure. La bambina era morta pochi mesi dopo, alla vigilia di Natale dello stesso 2009.

SDA-ATS