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Partecipanti alla marcia odierna dei musulmani contro il terrorismo islamista, a Colonia.

Keystone/DPA dpa/A4262/_HENNING KAISER

(sda-ats)

Si è conclusa con una delusione per gli organizzatori la marcia dei musulmani contro il terrorismo islamista organizzata oggi a Colonia. Alla vigilia si attendevano fino a 10'000 partecipanti, però ne sono giunti qualche migliaio.

Lamya Kaddor, l'esperta di islamistica che ha messo in piedi l'evento in pochi giorni insieme all'attivista per la pace Tarek Mohamad, ha preso la parola per dare il via alla manifestazione, sulla storica piazza dell'Heumarkt a Colonia. "Non vogliamo tra le nostre file nessuno che uccide persone innocenti nel nome dell'Islam", ha detto Kaddor, riprendendo il motto della marcia, "Non con noi".

Quando si è messo in moto, il corteo, di meno di 500 persone, si è ingrossato sempre più: alla fine, secondo gli organizzatori, si contavano tra 3000 e 3500 partecipanti - in un Paese dove vivono tra 4,4 e 4,7 milioni di musulmani.

Fra i presenti c'erano studenti universitari, rifugiati siriani, madri con bambini, politici. Hanno innalzato cartelli improvvisati, sui quali hanno tracciato frasi come "I musulmani non sono colpevoli" o "L'odio rende la Terra un inferno". Al loro passaggio i cittadini di Colonia hanno applaudito, spontaneamente.

Tra i presenti hanno riecheggiato le critiche contro la sigla turco-tedesca DITIB, la più grande organizzazione islamica in Germania, che ha deciso nei giorni scorsi di non prendere parte alla marcia. Chiedendo loro di protestare contro il terrorismo non si fa che stigmatizzare i musulmani, ha argomentato DITIB, che sottostà direttamente al Consiglio turco per gli affari religiosi (Diyanet). Inoltre non si può chieder loro di "marciare e dimostrare per ore" in pieno Ramadan.

Una posizione che ha scatenato polemiche: l'assenza di DITIB "è semplicemente un peccato", ha spiegato la cancelliera Angela Merkel, che ha definito la marcia importante "per dare un chiaro segnale del fatto che nell'Islam non c'è spazio per odio e violenza". Critiche sono giunte anche dai ministri federali degli Interni, Thomas de Maizière, e della Giustizia, Heiko Maas.

Malgrado la delusione per l'esito odierno, la prossima marcia è già in programma: il 23 giugno, stavolta a Berlino.

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SDA-ATS