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Trionfo senza precedenti per Angela Merkel alle elezioni in Germania, confermato dai risultati provvisori ufficiali: la cancelliera fa volare la Cdu-Csu oltre la barriera del 40%, che il partito non toccava da 20 anni, strappando il 41,5% dei voti, pur senza raggiungere la maggioranza assoluta. Disfatta degli ex alleati liberali Fdp, che restano fuori dal Bundestag non essendo riusciti a varcare la soglia del 5% (4,8% il risultato ufficiale).

Si profila perciò un governo di larghe intese, e i primi interlocutori non potranno che essere i socialdemocratici della Spd, secondo partito del Paese con il 25,7%. Fuori anche il nuovo movimento anti-euro, Alternative für Deutscheland (AfD), nato nella scorsa primavera che, però, ha raccolto il 4,7% dei consensi, poco meno del 5% necessario per essere rappresentato nella camera bassa del Parlamento.

La prima donna cancelliera della Bundesrepublik viene confermata per un terzo mandato ed entra così nella ristretta galleria dei 'grandi' cristiano democratici che vantano lo stesso primato: Konrad Adenauer e Helmut Kohl. Per l'Unione è il miglior risultato dall'Unificazione tedesca nel 1990.

La cancelliera è la sola fra i leader in Europa a essere rimasta nell'incarico dopo la crisi dell'euro: tutti gli altri, in Spagna, Francia, Gran Bretagna e Italia sono stati sconfitti. La sua politica durante la crisi dell'euro, appoggiata dalla stragrande maggioranza dei tedeschi, viene considerata peraltro la chiave principale del suo successo elettorale.

Angela Merkel, che sperava in una riedizione della coalizione cristiano liberale, si ritrova ora senza alleato preferito: la vittoria potrebbe avere per lei un sapore agro-dolce, visto che una grande coalizione con i socialdemocratici potrebbe risultare difficile da realizzare.

La Spd, con una forte ala già prima del voto contraria a una grande coalizione, potrebbe essere ora ancora meno interessata nel timore di venire schiacciata da una Cdu trionfante. Alle scorse elezioni, dopo quattro anni di alleanza al governo con la Cdu-Csu della Merkel, la Spd incassò il suo peggior risultato (23%) e teme ora che, se accettasse di nuovo di fare l'alleato junior in un nuovo governo Merkel, la batosta alle urne la prossima volta sarebbe ancora più sonora.

Per lo sfidante Peter Steinbrueck la conquista di quasi tre punti per il partito può essere considerata un successo, ma l'obiettivo di di formare un governo rosso-verde è sfumato anche per colpa del calo dei Verdi con con l'8,3% perdono circa quasi tre punti.

Oltre a quella nero-rossa, fra Cdu-Csu e Spd, un'altra coalizione avrebbe un'ampia maggioranza per governare: quella nero-verde con i Gruenen, ma al momento non viene presa molto in considerazione. In una trasmissione fra i principali leader in tv, la cancelliera ha assicurato che, ratificati i risultati definitivi, saranno avviati colloqui per sondare le possibilità di alleanze ma di non avere timori sulla possibilità di formare un governo stabile. Die Linke, la sinistra radicale, ha perso 3,3 punti, ottenendo l'8,6% dei voti.

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SDA-ATS