Il mondo culturale tedesco piange la scomparsa della scrittrice Gabriele Wohmann, esponente del celebre Gruppo 47 e affermata autrice di racconti di vita quotidiana dal punto di vista femminile. È deceduta ieri in un ospedale di Darmstadt all'età di 83 anni.

Nei racconti "Vittoria sulla tenebra" (1960) e "Festa campestre" (1968) e nel romanzo "Congedo a lungo termine" (1965) descrive la violenza esercitata dai legami familiari e sociali sull'individuo, continuamente attaccato nella sua integrità da regole di gioco e modelli di vita.

Tra gli altri suoi romanzi figurano "Il gioco d'azzardo" (1981) e "Il suono del flauto" (1987). È autrice anche della raccolta poetica "Passau, binario 3" (1984). Nelle sue opere più recenti Wohmann presta attenzione, oltre ai problemi dei rapporti familiari, anche a quelli legati alla malattia e alla vecchiaia: "Si prega di non morire" (1993), "Ma il peggio non è ancora venuto" (1995), "L'handicap" (1996), "La piscina" (2000) e "Addio alla sorella" (2001). (segue)

Nata a Darmstadt nel 1932, Wohmann ha studiato germanistica all'Università di Francoforte sul Meno, e per un certo periodo ha lavorato come insegnante. Nel 1968 è stata ospite dell'Accademia di Villa Massimo a Roma. È autrice di vari cicli di poesie, radiodrammi e teledrammi, ma soprattutto di romanzi e, ancor più, di centinaia di racconti, grazie ai quali occupa una posizione di rilievo fra gli autori della sua generazione, la prima a non essere stata direttamente coinvolta nella tragedia della seconda guerra mondiale. È riconosciuta maestra del racconto breve, in cui con insistenza presenta situazioni, anche consuete della vita d'oggi, focalizzandole da un punto di vista femminile.

I funerali si svolgeranno domani.

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