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Un muro davanti al muro di Berlino, all'altezza della East Side Gallery, per proteggere i graffiti artistici dalle scritte vandaliche dei turisti.

Il tratto, lungo un chilometro e 300 metri è, assieme a quello sulla Bernauer Strasse, il più lungo di quel che è rimasto del muro originale, salvato dalla furia iconoclastica del periodo successivo alla riunificazione. E grazie all'impegno di 118 artisti di 21 Paesi diversi, è diventato un'opera d'arte a cielo aperto: nel 1990 sulla sua superficie ruvida disegnarono 105 graffiti, interpretando a loro modo il senso di libertà che la caduta del muro aveva suscitato.

Il problema è che i turisti non lo rispettano. La collezione di scritte che insozzano i disegni è varia come la provenienza dei visitatori: scritte in spagnolo, inglese, francese, arabo e, ahimè, anche italiano. C'è chi saluta gli amici lontani, chi vuol far sapere di essere stato lì, chi manda messaggi d'amore e chi si lancia in campagne sociali. Tutto immortalato sui graffiti.

Adalbert Maria Klees, che è responsabile del decoro, è furioso. Interpellato da Deutschlandfunk, si è detto dispiaciuto per la decisione di "murare" il muro. "Ma non c'è altra scelta, se vogliamo preservare le opere", ha aggiunto, "se le persone non imparano a comportarsi bene, la strada è questa". Il muro antituristi sarà in realtà un pannello trasparente, alto poco meno di un metro e collocato a 1 metro e 30 centimetri di distanza da quello originale. Costerà 150'000 euro, ma 230'000 ne erano stati spesi appena tre settimane fa per ripulire tutte le scritte. Che ovviamente sono ricomparse.

L'East Side Gallery è il secondo monumento più visitato di Berlino, dopo la Porta di Brandeburgo.

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SDA-ATS