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In Germania un nuovo caso di plagio universitario rischia stavolta di far traballare la poltrona del presidente del parlamento federale, Norbert Lammert, che per ora rigetta ogni accusa. Dopo i casi che hanno costretto alle dimissioni l'allora ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg, la vicepresidente del parlamento Ue, Silvana Koch-Mehrin, e la ministra dell'Istruzione Annette Schavan, oggi è il presidente del Bundestag a essere finito nel mirino dei cacciatori di plagi.

Lammert "molto chiaramente non ha letto gran parte della letteratura citata" nella sua tesi di dottorato in scienze sociali, discussa nel 1974, copiando da letteratura secondaria. È quanto sostiene su una pagina internet creata per l'occasione l'accusatore anonimo che si nasconde dietro lo pseudonimo Robert Schmidt, lo stesso cacciatore di plagi che aveva fatto dimettere Schavan.

"Ho scritto la mia tesi di dottorato in piena coscienza e conoscenza", si è difeso Lammert in un'intervista che il quotidiano Die Welt pubblicherà domani. Ma "ho comunque chiesto all'università di Bochum di verificare immediatamente le accuse", ha aggiunto.

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SDA-ATS