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Germania; paura fiumi, 30.000 evacuati ad Halle

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 giugno 2013 - 21:15
(Keystone-ATS)

Trentamila evacuati nella tedesca Halle, mentre il Danubio, che oggi si è gonfiato pericolosamente a Bratislava, ha restituito la tredicesima vittima di quest'ondata di maltempo sul Centroeuropa. Continua ad aggravarsi il bilancio delle alluvioni in Germania, Repubblica ceca, Slovacchia e Austria. Oggi l'Elba ha messo a rischio la città di Dresda in Sassonia, dove seicento persone sono state fatte evacuare. E col passare delle ore si è aperto un nuovo fronte di allarme ad Halle, nella Sassonia-Anhalt, dove a 30 mila persone è stato chiesto di lasciare le loro case.

La paura è arrivata dalle acque del fiume Saale, che hanno segnato il record degli ultimi 400 anni. In allerta le città di Dessau, Lipsia, Magdeburg e Bitterfeld, dove ieri diecimila residenti sono finiti in centri di accoglienza provvisori. Il governo tedesco parla di "catastrofe": i danni non sono ancora stati calcolati ma il presidente della Confindustria alemanna Ulrich Grillo ha sostenuto che l'emergenza avrà l'effetto di ritardare la crescita.

E il ministro dell'Economia Philipp Roesler ha messo in piedi un piano in dieci punti per sostenere le imprese colpite. Ieri, era stata la cancelliera a promettere lo stanziamento immediato di 100 milioni di euro per i danni e le vittime, dopo essere stata sui luoghi del disastro in elicottero. Per il suo portavoce Steffen Seibert, però, stavolta, rispetto all'emergenza 2002, la Germania era meglio preparata e i disagi sarebbero stati gestiti meglio, anche grazie a quella esperienza, che vide all'opera il governo Schroeder. Le forze messe in campo a livello federale sono più che considerevoli: si parla di 40 mila vigili del fuoco e 5.000 militari dell'esercito all'opera, per soccorrere i cittadini ed evitare il peggio.

Nei Paesi vicini, se Praga riprende fiato dopo l'angoscia dei giorni scorsi, quando la Moldava ha tenuto in assedio la capitale, in Repubblica ceca è oggi Usti nad Labem ad essere ritenuta ad alto rischio: una cittadina nota per l'industria chimica, nell'ovest. Qui l'Elba è straripato e molti quartieri sono finiti sott'acqua.

Lo stato di emergenza è stato dichiarato anche in Slovacchia, dove Bratislava si prepara al picco del Danubio. Nella capitale però non si è proceduto a interventi di evacuazione: la zona più a rischio è infatti quella del castello, il quartiere Devin, dove il fiume confluisce con la Morava. Un'area separata dal centro urbano più densamente popolato.

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