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Sono più ostinati di quanto si pensasse gli anti-islam in Germania. Nonostante la crisi di leadership che ha portato il movimento quasi a deflagrare, ieri sera, a Dresda, il numero dei cosiddetti "patrioti europei" scesi in strada contro il presunto pericolo dell'islamizzazione dell'occidente è aumentato di nuovo: in una manifestazione che ha registrato circa 6500 presenze.

Non i ventimila dei tempi d'oro (appena qualche mese fa), ma neppure i duemila delle settimane della frattura dei vertici del movimento: quando Lutz Bachmann, leader fondatore, si è dimesso per la sua foto alla Hitler (si era fatto immortalare con baffi e pettinatura del Fuehrer), per poi riprendere in mano le redini del controverso fenomeno popolare nel giro di pochi giorni.

È di oggi inoltre la notizia che una delegazione di Pegida sarà ricevuta il 26 marzo dal sottosegretario allo Sviluppo del governo di Angela Merkel, Friedrich KItschelt. Il Ministero lavora anche in questa direzione nell'ambito del suo impegno sul dramma dei rifugiati, è stato risposto in proposito. Il confronto con la politica, finora negato dagli stessi 'patrioti' è iniziato da qualche tempo su iniziativa di singoli deputati cristiano-democratici, che hanno preso contatti col movimento.

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SDA-ATS