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I rottami dell'Airbus dopo lo schianto nelle Alpi francesi.

KEYSTONE/EPA FILE/GUILLAUME HORCAJUELO

(sda-ats)

Due anni dopo il disastro dell'aereo Germanwings con 150 morti, la procura di Duesseldorf ha reagito alle accuse del padre del copilota.

Il genitore ha annunciato una conferenza stampa per domani con l'obiettivo di confutare la tesi della depressione del figlio.

Secondo gli investigatori non ci sono invece dubbi sul fatto che il copilota abbia intenzionalmente diretto l'aereo a schiantarsi contro le Alpi francesi il 24 marzo 2015.

Le accuse mosse dal padre e da un esperto di volo da lui incaricato insistono anche sul fatto che gli inquirenti "non avrebbero dovuto sequestrare le cartelle cliniche del copilota, in quanto esisteva un divieto di sequestro".

Il procuratore Christoph Kumpa ha replicato che il sequestro è avvenuto "in seguito a un apposito decreto giudiziario", provvedimento consueto in Germania "in presenza di un procedimento per omicidio".

La conferenza annunciata dal padre per domattina rischia di oscurare le cerimonie in memoria dei 150 morti del disastro aereo, che come lo scorso anno si terranno a Le Vernet, in Francia, a pochi chilometri dal luogo dello schianto, e alla quale parteciperanno alcuni dei parenti delle vittime e funzionari della compagnia aerea.

Nel frattempo oggi, in Spagna, sono state ricordate le 50 vittime spagnole. L'Airbus schiantatosi nel sud della Francia era in volo da Barcellona a Duesseldorf.

SDA-ATS

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