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Germania: scuola Baviera vieta il 'ciao', è 'scortese'

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 febbraio 2012 - 18:53
(Keystone-ATS)

Vietato dire 'ciao'. Perché in certi contesti è una parola "scortese". La regola inedita e severa, che in questi giorni fa discutere la Baviera, si deve alla direttrice di una scuola di Passau, che ha bandito due parole dal vocabolario dei suoi studenti che riguardano il saluto, in forma confidenziale, a inizio e a fine conversazione.

Nell'elenco delle espressioni da evitare finiscono dunque il cordiale 'Hallo', che si rivolge in arrivo e il facile 'Tschuess', cui molti tedeschi preferiscono il 'ciao' all'italiana, che si rivolge all'interlocutore congedandosi. Vengono così 'proibiti' dei modi di dire che si sono diffusi a partire dal nord della Germania, per privilegiare invece formule più tradizionali: 'Gruess Gott' (il 'salve' tipicamente bavarese, che etimologicamente significa 'saluto a Dio'), e il pure classico 'arrivederci, 'Auf wiedersehen'.

Petra Seibert, direttrice della scuola 'San Nikolas' spiega la campagna avviata contro il 'ciao' in termini educativi, all'Hamburger Abendblatt. Il senso dell'iniziativa è fare capire ai ragazzi che devono recuperare il rispetto per i più anziani e per le persone autorevoli, che non possono essere trattate alla pari.

"Ci sforziamo di cavarcela senza queste due parole per il saluto - ha spiegato - Ci fa sempre piacere ricevere un 'Gruess Gott' o un 'Auf Wiedersehen'". La direttrice concede che si preferiscano forme più moderne: se proprio non viene il 'salve', "si può dire anche buon giorno". "Quello che prima era naturale - si rammarica però - oggi è problematico".

Per quanto la regola suoni come una censura d'altri tempi, non sembra però del tutto campata in aria, se si fa un confronto con le prassi del saluto italiano: dove per convenzione il 'ciao' non viene usato quando si parla con qualcuno usando il 'lei'. C'è però chi in Germania ha già espresso riserve sul veto. Secondo un portavoce del ministero della Cultura bavarese, citato da 'Die Welt', quello dell'istituto "è un segnale positivo di valorizzazione delle parole, ma non deve diventare un dogma". Se un alunno dopo aver detto 'ciao' viene punito siamo sulla strada sbagliata. In campo anche i giovani liberali di Baviera: "È semplicemente assurdo - affermano - un bavarese deve essere libero di dire ciao".

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