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Andrea Nahles, capogruppo dell'Spd al Bundestag.

KEYSTONE/EPA/CLEMENS BILAN

(sda-ats)

Al congresso del partito socialdemocratico tedesco si susseguono le dichiarazioni pro e contro l'apertura ai colloqui con l'Unione (Cdu-Csu) che preludono una coalizione di governo, ma i big del partito sono a favore.

"Non regaleremo niente", ha detto la capogruppo del partito al Bundestag, Andrea Nahles. "Abbiamo un programma e intendiamo seguirlo", ha proseguito. Merkel ci ha tenuti lontani, nel "retrobottega" della politica, nella scorsa legislatura e così non deve più essere, ha continuato la deputata, molto vicina a Martin Schulz.

Poi ha preso la parola Stephan Weil, attuale presidente della Bassa Sassonia, che ha argomentato la sua netta disponibilità ai colloqui con l'Unione citando Willy Brandt: "Prima il Paese e poi il partito". Di seguito la presidente del Meclemburgo Pomerania, Manuela Schwesig, si è mostrata cautamente aperta, ma senza automatismi, in linea con la posizione del leader.

Per la ministra presidente della Renania Palatinato, Malu Dreyer, una "tolleranza" dall'opposizione a un governo di minoranza sarebbe la "soluzione migliore". Nettamente contrario il leader dei giovani socialdemocratici (Juso), Kevin Kuehnert, che ha messo in guardia dal rischio esistenziale, che correrebbe il partito, se affrontasse una nuova Grosse Koalition.

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SDA-ATS