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Una lettera piena di rabbia, dolore e risentimento, indirizzata al numero uno della compagnia tedesca Lufthansa, Carsten Spohr: a scriverla sono i parenti delle vittime del disastro aereo di Germanwings, avvenuto il 24 marzo.

Si tratta dei familiari dei 16 studenti e delle due insegnanti del piccolo centro tedesco di Haltern am See, che persero la vita rientrando da un gemellaggio con una scuola catalana, sull'Airbus distrutto intenzionalmente dal 28enne copilota che si era blindato nel cockpit per farla finita, uccidendo altri 149 passeggeri.

"La sua offerta è un'offesa per noi e per i nostri figli", hanno scritto rivolgendosi direttamente a Spohr a proposito del risarcimento danni proposto dalla compagnia di bandiera, secondo quanto riporta oggi la Bild.

Non solo. "Herr Gauck e Frau Merkel hanno parlato con noi. Lei no. Lei era lì per i suoi clienti non per noi", continua la missiva, nella quale il Ceo viene accusato anche di non aver pensato di incontrare i familiari delle vittime. Una critica cui risponde il portavoce: "Spohr ha incontrato tanti parenti delle vittime personalmente". Nella lettera i familiari entrano anche nel merito delle responsabilità: "Ci saremmo aspettati delle scuse - continuano - per il fatto che i vostro servizio medico non ha rispettato, nel corso dei controlli, la riserva sugli atti dovuta alla precedente malattia del copilota". L'uomo era infatti in possesso di una idoneità di volo contrassegnata da una riserva dovuta al fatto di essere stato in passato in cura per tendenze suicide e depressione.

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SDA-ATS