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Il ministro Naftali Bennett

KEYSTONE/EPA/ABIR SULTAN

(sda-ats)

Una commissione dell'Unesco riunitasi oggi a Cracovia (Polonia) ha approvato una risoluzione che nega la sovranità israeliana su Gerusalemme e che condanna Israele per le sue attività archeologiche nella Città Vecchia.

Lo riferisce il sito israeliano Ynet secondo cui la Commissione per la cultura ha approvato una risoluzione meno severa di quella avanzata in origine da alcuni Paesi arabi, assieme con la delegazione palestinese. Secondo Ynet, pressioni diplomatiche israeliane sono infatti riuscite a smorzare in parte i toni.

Fra i sostenitori della risoluzione rientrano Libano, Tunisia, Turchia, Kuwait e Cuba. Tre i voti contrari: quelli delle Filippine, della Giamaica e di Burkina Faso. Otto gli astenuti, fra cui Finlandia, Portogallo e Polonia.

"Un'altra decisione bizzarra ed irrilevante dell'Unesco, che agisce al servizio dei nemici della Storia e della verità": questa la prima reazione di Emmanuel Nachshon, portavoce del ministero degli esteri israeliano, alla risoluzione di condanna ad Israele approvata oggi da una Commissione dell'Unesco a Cracovia.

"Gerusalemme è la capitale eterna del popolo ebraico e nessuna risoluzione dell'Unesco può alterare la realtà. Tutto ciò è triste, superfluo e patetico" ha concluso il portavoce, rilevando che questa risoluzione non ha ottenuto la maggioranza dei voti in commissione.

Dura anche la reazione del ministro dell'istruzione Naftali Bennett secondo cui "piuttosto che difendere centinaia di luoghi distrutti dall'Islam estremista, come ad esempio la moschea al-Nuri di Mosul, l'Unesco agisce contro l'unico Paese del Medio Oriente che difende tutti i luoghi santi e che consente a tutti libertà di culto".

SDA-ATS