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Gerusalemme Est: nuovi scontri e fermi in campo profughi

GERUSALEMME - Si è conclusa con altri nove fermi e almeno cinque contusi la seconda incursione in due giorni di reparti delle Guardie di frontiera israeliane nel campo profughi palestinese di Shufat, ai margini di Gerusalemme est (parte a maggioranza araba della città la cui annessione a Israele non è riconosciuta dalla comunità internazionale).
Il blitz aveva per obiettivo la cattura di alcuni giovani coinvolti in incidenti in occasione di una prima retata sfociata nell'arresto di circa 40 abitanti del campo, accusati a vario titolo di resistenza e minaccia all'ordine pubblico, oltre che di abusivismo edilizio e violazioni delle norme fiscali israeliane.
Ma anche oggi le forze israeliane sono state accolte da proteste e lanci di sassi, a cui hanno risposto con proiettili di gomma e gas lacrimogeni. Secondo fonti del campo, nei tafferugli sono rimasti leggermente feriti due giovani dimostranti e tre fotografi palestinesi al lavoro per testate locali e straniere. Alla fine l'operazione si è conclusa con il fermo di 9 ricercati, ma la tensione resta alta.
Il campo di Shufat si trova all'interno del territorio di Gerusalemme, ma oltre la barriera di separazione innalzata a suo tempo da Israele in funzione antiterrorismo. La gente che vi abita resta quindi confinata in una sorta di limbo: privo di servizi, ma soggetto - secondo le autorità dello Stato ebraico - al rispetto delle norme israeliane anche in materia fiscale ed edilizia.

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