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Gheddafi minaccia, centinaia kamikaze in Europa

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 luglio 2011 - 21:51
(Keystone-ATS)

A sette giorni dalle ultime minacce il leader libico Muammar Gheddafi riprende la parola, con un messaggio audio alla folla a Sebha, nel cuore del deserto: il rais dice di essere pronto a inviare centinaia di kamikaze in Europa. E chiede che gli attacchi Nato cessino.

La sostanza del discorso non cambia, rispetto a una settimana fa, ma la minaccia si fa più specifica: l'ultima volta Gheddafi aveva annunciato la possibilità di "portare lo scontro in Europa", minacciando di invadere il Vecchio Continente "come le cavallette". Oggi ha evocato invece l'incubo dell'occidente: "martiri" pronti a farsi esplodere per vendicarsi dei raid della Nato.

Minacce così ravvicinate nel tempo, però, possono essere lette, al contrario, come un segno di debolezza: il regime, ormai completamente accerchiato, rivela l'estrema difficoltà in cui si trascina. Quello arrivato oggi in serata è un messaggio audio del colonnello. Su Youtube è comparso poi un video di sei minuti, in cui si mostravano le immagini e si sentivano gli slogan di moltissimi sostenitori, nel centro di Sebha, 750 km a sud di Tripoli, nel cuore della Libia.

"Il regime in Libia non cadrà, perchè esso si basa sulle persone e non su Gheddafi. La Nato si sbaglia se crede di poter far cadere il regime in questo paese", ha detto il colonnello, sostenendo fra l'altro di parlare a un raduno di un milione di persone. Secondo la Reuters, sul posto c'erano 50 mila libici pro Gheddafi. Proprio oggi, prima del discorso del rais, il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva sottolineato che il governo è sempre attento "alle minacce, non solo dalle parole di Gheddafi".

"Siamo raccordati con l'Intelligence oltre che americana anche con i Paesi dell'Ue - ha detto -. Con la Libia c'è una situazione particolare". Le parole del rais arrivano nel giorno in cui migliaia di sui sostenitori hanno manifestato anche nella piazza Verde, invocando la 'jihad', la guerra santa, contro le forze crociate, (la Nato). Diversi imam avevano organizzato le proteste, inviando sms, ieri, per invitare i fedeli a scendere in strada dopo la preghiera del venerdì.

"L'ora della jihad è suonata", ha gridato uno dei religiosi nella predica, invitando i fedeli a "marciare" sulle città prese dagli insorti per "liberarle". "Il nostro Paese è stato invaso dalle forze crociate aiutate da dei traditori. Marciate su di loro", ha intimato l'imam. "Vogliamo Muammar Gheddafi per sempre", hanno scandito i manifestanti dalla piazza. Intanto l'Onu sta valutando di alleggerire le sanzioni, per evitare una crisi umanitaria nel paese, a causa della penuria di medicinali. Secondo fonti diplomatiche, rappresentanti del regime di Tripoli e delegati del Consiglio nazionale di transizione dei ribelli stanno discutendo a Ginevra con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per stilare delle liste di prodotti che potrebbero essere esentati dalle sanzioni, per prevenire una crisi umanitaria in Libia.

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