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Incubo nucleare in Giappone dopo il terremoto di magnitudo 8.9 e gli tsunami di ieri che hanno provocato di verse centinaia di morti. A Fukushima, dove si trova una delle 55 centrali del paese, un'esplosione ha provocato il crollo della gabbia esterna di un reattore atomico ed è stato rilevato cesio radioattivo nei pressi dell'impianto. L'Agenzia giapponese sulla sicurezza nucleare ha definito però "improbabili" gravi danni al reattore.

L'area comunque è stata evacuata in un raggio di 20 chilometri e un'evacuazione è stata ordinata anche nei dieci chilometri attorno a un secondo impianto vicino, quello di Fukushima 2. La tv pubblica ha invitato gli abitanti delle zone limitrofe a non uscire di casa e tappare le finestre.

Il governo giapponese ha riconosciuto l'esistenza di danni ma non ne ha spiegato l'entità. In attesa di informazioni, chieste "con urgenza", l'Agenzia Internazionale per la Sicurezza Nucleare (l'Aiea) non ha lanciato alcun allarme. Secondo i suoi esperti, l'esplosione di cui riferiscono i media giapponesi potrebbe ancora essere considerata di tipo convenzionale. Dal canto loro però, esperti russi considerano certo che a Fukushima sia in corso una fusione incontrollata, ipotesi molto probabile anche per i media giapponesi. Del resto le radiazioni ricevute in una sola ora da una persona che si trova nel sito della centrale nucleare di Fukushima corrispondono al limite di radioattività che non deve essere oltrepassato in un anno.

Intanto il bilancio del sisma sta superando la soglia dei mille morti: dopo che in mattinata si era parlato di almeno 700 vittime e quasi 800 dispersi, è stato annunciato il rinvenimento di 300-400 cadaveri nel porto di Rikuzentakata (nord est), travolto dallo tsunami seguito al devastante terremoto di ieri.

La terra continua a tremare: sono almeno una ventina le scosse di magnitudo compresa tra 3-7 che sono state registrate la scorsa notte solo in dieci ore in Giappone, dove a causa del sisma e dello tsunami di ieri oltre 215.000 persone sono state fatte evacuare verso aree protette nel nord e nell'est. Per la maggior parte delle aree affacciate sull'Oceano Pacifico, ad eccezione di Alaska, British Columbia e Stato di Washington, è intanto cessato l'allarme tsunami.

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SDA-ATS