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L'export giapponese aumenta al ritmo più sostenuto in oltre due anni, trainato prevalentemente dalla domanda globale, che compensa la debolezza dei consumi sul mercato interno.

In base ai dati del ministero delle finanze, nel mese di marzo le esportazioni evidenziano un incremento del 12%, ben superiore alle stime degli economisti che erano di un +6,2%.

Nello specifico, l'export nei confronti della Cina - il principale partner commerciale del Giappone - è cresciuto del 16,4%, mentre nei confronti dell'Unione europea il progresso è pari all'1,4%.

L'impennata della domanda di merci giapponesi - in particolare in Asia - è stato fin qui il fattore trainante dell'economia nipponica, che si confronta con la stagnazione della spesa per consumi a livello domestico e il rischio di maggiori restrizioni da parte dell'amministrazione di Donald Trump, che accusa apertamente Tokyo di svalutare lo yen per fini commerciali, ai danni degli Stati Uniti. Quello con il Giappone è il secondo più grande deficit commerciale degli Usa, dopo quello con la Cina.

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SDA-ATS