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Giappone: nel 2019 meno di 900'000 nascite, ai minimi in 120 anni

Le nascite in Giappone, sono scese per la prima volta sotto la soglia di 900'000, segnando il maggior declino di sempre della popolazione, dall'inizio delle statistiche 120 anni or sono. KEYSTONE/EPA/KIMIMASA MAYAMA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 dicembre 2019 - 11:16
(Keystone-ATS)

Scendono ai minimi degli ultimi 120 anni le nascite in Giappone, e per la prima volta sotto la soglia di 900'000, segnando il maggior declino di sempre della popolazione, dall'inizio delle statistiche.

In base ai dati del ministero della Salute e del Welfare nipponico, nel 2019 i nuovi nati sono stimati a quota 864'000, in calo di 54'000 unità rispetto all'anno precedente; mentre i decessi si assestano a i massimi dal dopoguerra con un milione e 376'000 persone: un saldo negativo della popolazione di 512'000 unità.

Il progressivo calo del tasso di natalità nel Paese, ormai da 13 anni consecutivi, avrà prevedibili ripercussioni sul sistema pensionistico, sulla copertura sanitaria e il livello di assistenza infermieristico.

Il governo conservatore guidato dal premier Shinzo Abe ha come obiettivo l'innalzamento del tasso di fertilità dall'attuale 1,42 per ogni donna a 1,8 entro il 2025, attraverso l'introduzione di fondi di assistenza alle nuove madri, e facilitando l'accesso agli asili nido.

Il numero di bambini nati in Giappone, pari a 1'247'000 nel 1989 è sceso del 30% negli ultimi 30 anni. Di pari passo diminuisce il numero dei matrimoni nel 2019, al livello minimo del dopoguerra, a quota 583'000. Il tasso di fertilità delle donne giapponesi è previsto rimanere inferiore alla soglia minima di 2,07 considerata necessaria a garantire il ricambio generazionale.

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