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TOKYO - Il Giappone registra una crescita reale del Pil in aprile-giugno dello 0,1% sui tre mesi precedenti e dello 0,4% su base annualizzata. È quanto emerge dalla statistica preliminare diffusa dall'Ufficio di gabinetto che, nel complesso, risulta inferiore alle attese degli analisti.
La ripresa nel Giappone evidenzia quindi un netto rallentamento nel secondo trimestre del 2010, in scia alla frenata di consumi ed export, aggiungendo altre preoccupazioni a uno scenario segnato già da deflazione e risalita dello yen.
Il prodotto interno lordo reale, salito dello 0,4% in termini annualizzati, si confronta col +4,4% rivisto di gennaio-marzo e il 2,3-2,6% di crescita media atteso dagli analisti. Su base trimestrali il rialzo è dello 0,1% (+1,1% a gennaio-marzo).
La spesa per consumi privati, che concorre quasi nella misura del 60% alla formazione del Pil, è invariata (+0,5% nel primo trimestre) anche per l'effetto del taglio dei premi estivi 2009 per la crisi e per la disoccupazione salita a giugno al 5,3%.
La deflazione continua a pesare: il deflatore del Pil, la misura più efficace per valutare l'andamento dei prezzi, è a -1,8% nel trimestre e, pur in miglioramento sul -2,8% dei tre mesi precedenti, potrebbe far aumentare le pressioni sulla Bank of Japan per misure supplementari di allentamento quantitativo.
Gli investimenti aziendali, che ammontano al 15-16% del Pil, salgono dello 0,5% (da 0,6% nel trimestre precedente), ma le previsioni degli analisti non sono positive ipotizzando un altro rallentamento per il resto del 2010. La domanda interna pesa negativamente (-0,2%) come contribuzione al Pil (era a +0.5%), mentre la componente esterna (export meno import) è positiva dello 0,3% (era a +0,6% nel trimestre precedente).
Il rallentamento del Giappone aggiunge ulteriori incognite a livello globale: l'economia Usa è cresciuta ad aprile-giugno al tasso annualizzato del 2,4% (da +3,7%); quella cinese, anche se ancora forte, è scivolata a +10,3% (dal +11,9% del trimestre precedente); il Pil dell'Unione europea è aumentato dell'1,7% (da +0,6% del trimestre precedente), ma per gli economisti il ritmo attuale è destinato a scemare.

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SDA-ATS