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Gli elicotteri dell'esercito giapponese hanno gettato oggi tonnellate d'acqua sui reattori surriscaldati della centrale nucleare giapponese di Fukushima, mentre dagli Stati Uniti è stato lanciato un allarme secondo il quale che la situazione è ben più grave di quella descritta da Tokyo. Il presidente americano Barack Obama ha parlato al telefono con il premier giapponese Naoto Kan, assicurandogli "tutto l'appoggio necessario" da parte degli Stati Uniti.

I tecnici che ancora lavorano nella centrale hanno affermato che nel pomeriggio locale di oggi potranno rimettere parzialmente in funzione il sistema elettrico della centrale, cosa che permetterebbe di usare potenti pompe per raffreddare i reattori nei quali la situazione è più deteriorata, quelli contrassegnati dai numeri 3 e 4. La radioattività che fuoriesce da questi e l'alta temperatura potrebbero provocare un'estensione dei problemi ai due reattori vicini, il n.5 e il n.6.

A far scattare l'allarme rosso in tutto il mondo sono state le dichiarazioni di Gregory Jackzo, capo della Nuclear Regulatory Commission degli Usa, secondo il quale non ci sarebbe più acqua nella vasca di raffreddamento delle scorie nucleari del reattore n.4.

La Tepco, la società che gestisce la centrale, lo ha smentito, affermando che nella vasca l'acqua c'è ancora, ma non ha precisato a quale livello. La società ha affermato che la "priorità" è di riportare sotto controllo il reattore n.3, il più pericoloso in quanto alimentato con il mox, una miscela combustibile di plutonio e uranio fortemente radioattiva. Il governo infine ha lanciato l'allarme sui consumi elettrici, paventando un gigantesco black out energetico in tutto il Giappone se non si attueranno maggiori risparmi.

Intanto le ambasciate d'Italia e degli Stati Uniti hanno invitato i propri cittadini a lasciare Tokyo e, se lo desiderano, a partire.

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SDA-ATS