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Le nove utility giapponesi, su tutte la Tepco, hanno in gestione centrali nucleari hanno tirato oggi un respiro di sollievo: le proposte di rottamare i reattori sono state respinte dalle rispettive assemblee dei soci dove, invece, è maturato l'indirizzo contrario viste le pesanti perdite che sei delle nove 'sorelle' hanno registrare in bilancio per il pesante import di combustibili fossili.

"La nostra missione - ha affermato il numero uno della Tepco, Naomi Hirose - è fornire energia elettrica al prezzo più basso possibile. Come riconosce il governo, il nucleare è una risorsa di base, importante per un paese senza risorse naturali".

Scenari simili sono andati in scena all'assemblea di Kyushu Electric Power, che gestisce produzione e forniture nell'isola meridionale di Kyushu, e di Kansai Electric Power, che copre la ricca area di Osaka. Le tre compagnie stanno lavorando per poter far ripartire gli impianti, incluse un paio di unità di presso Kashiwazaki-Kariwa, la più grande centrale al mondo con sette reattori gestita dalla Tepco.

Il governo conservatore di Shinzo Abe punta a far tornare a regime quella parte dei 48 reattori sparsi sul territorio che riceveranno il via libera dalla nuova autorità di regolamentazione del settore sulla base di standard più rigorosi definiti dopo l'incidente di Fukushima.

SDA-ATS