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Per contrastare la flessione delle nascite in Giappone una cittadina della prefettura di Chiba, a est di Tokyo, offrirà sovvenzioni per il congelamento degli ovuli fino a quando le donne vorranno affrontare una gravidanza.

Il comune di Urayasu ha stanziato un importo di 90 milioni di yen (quasi 800.000 franchi) tramite finanziamenti da erogare in 3 anni per assistere le donne a sottoporsi alla conservazione degli ovociti, da utilizzare non oltre il compimento del 45esimo anno di età.

Il progetto di ricerca del governo municipale ha preso il via nel luglio del 2015, in cooperazione con l'Università Juntendo dell'ospedale di Urayasu, e inizialmente era destinato alle donne divenute sterili in seguito a trattamenti oncologici e terapie anticancro. Successivamente la sede municipale ha allargato lo schema a tutte le donne residenti di età compresa tra i 20 e i 34 anni.

Grazie ai sussidi della municipalità i costi del programma saranno ridotti dai 600.000 yen, necessari per la terapia ordinaria, a 100.000 yen (900 franchi), e comprenderanno l'estrazione, la cura medica e la conservazione degli ovuli. L'Ente nazionale giapponese di Ostetrica e Ginecologia ha sconsigliato la metodologia perché le probabilità di una gravidanza sono statisticamente ridotte. L'unico caso di successo in Giappone ha riguardato una donna sposata, di età superiore ai 40 anni, che ha dato alla luce una bambina nel 2015 dopo aver deciso la conservazione di un ovulo prima del matrimonio.

Il Giappone ha uno dei tassi di natalità più bassi al mondo, equivalente a 1,42 nascite per donna. Secondo le stime delle Nazioni Unite entro il 2050 un terzo della popolazione avrà superato i 65 anni e nello stesso arco di tempo il paese vedrà una perdita netta del numero di abitanti del 15%.

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SDA-ATS