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Giappone: tifone causa almeno 37 vittime e 54 dispersi

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 settembre 2011 - 18:35
(Keystone-ATS)

È un bilancio sempre più pesante di ora in ora e che dà i tragici contorni del passaggio del tifone Talas sul Giappone centro-occidentale: ingenti danni, 37 morti (in sei prefetture) e almeno 54 dispersi in un tragico bollettino che, pur provvisorio, si avvia a essere il più grave degli ultimi sette anni.

Polizia, vigili del fuoco e forze di autodifesa (l'esercito nipponico) hanno ripreso questa mattina le ricerche dei dispersi nelle prefetture di Nara e Wakayama, che hanno portato al ritrovamento di cinque corpi senza vita nella città di Shingu.

Il potente tifone (il 'n.12', in base alla modalità di 'riconoscimento' nipponica), ha causato una situazione non nel pieno del controllo dei soccorritori sulla vasta area che include la penisola di Kii (sud di Osaka), a causa di fiumi in piena, strade danneggiate e frane che hanno ostacolato i lavori e gli interventi di emergenza.

"Faremo tutto il possibile per salvare e aiutare le popolazioni colpite e la ricerca dei dispersi", ha promesso il neo premier Yoshihiko Noda, commentando i danni della violenta perturbazione responsabile di scenari di distruzione che hanno ricordato quelli dello tsunami dell'11 marzo scorso, tra detriti, case spazzate via e infrastrutture distrutte.

Nel pomeriggio, il tifone è stato trasformato in ciclone extratropicale anche se l'Agenzia meteorologica giapponese (Jma) ha continuato ad allertare per l'arco di 24 ore i residenti e le autorità dell'isola settentrionale di Hokkaido per le ipotesi di precipitazioni pari a 400 mm/ora, oltre che per i 150 mm/ora attesi nel Tohoku (l'area colpita dal sisma/tsunami di marzo) e i 100 mm/ora nella regione Hokuriku, sul mar del Giappone.

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