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Il Giappone e i dieci Paesi dell'Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean) si sono detti d'accordo oggi a Tokyo nel lavorare insieme per la libera circolazione aerea dopo la creazione della zona di difesa aerea da parte del governo cinese sulle isole Senkaku/Diaoyu, sotto controllo nipponico, ma oggetto di rivendicazione cinese.

"Siamo d'accordo a cooperare per garantire la libertà di sorvolo e la sicurezza del trasporto aereo civile, conformemente ai principi universalmente riconosciuti del diritto internazionale, tra cui la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982", si legge in un comunicato del premier giapponese e dei capi di Stato e di governo dei dieci Paesi dell'Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean), Birmania, Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam, in una dichiarazione congiunta dopo un vertice a Tokyo.

Nella dichiarazione, inoltre, s'invita a risolvere le dispute in maniera pacifica, un chiaro riferimento alla crescente tensione fra Tokyo e Pechino dopo la creazione della zona di difesa aerea da parte del governo cinese sulle isole Senkaku/Diaoyu, sotto controllo nipponico, ma oggetto di rivendicazione cinese. La mossa di Pechino ha suscitato proteste da parte del Giappone, ma anche da Stati Uniti e Corea del Sud. La Cina, inoltre, si trova in mezzo a una disputa territoriale con le altre nazioni asiatiche su vaste distese di mare del sud della Cina, comprese le acque rivendicate da diversi membri dell'Asean. Pechino ha annunciato che potrebbe istituire una zona di difesa aerea anche in quella zona.

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SDA-ATS