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Ginevra: rimborsi contestati, aperta inchiesta su municipali

Il Ministero pubblico ginevrino ha aperto un'inchiesta sui rimborsi per le spese professionali dei municipali della città di Ginevra.

KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Il Ministero pubblico ginevrino ha aperto un'inchiesta sui rimborsi per le spese professionali dei municipali della città di Ginevra.

È stato avviato un procedimento per infedeltà nella gestione pubblica, ha precisato Henri Della Casa, portavoce della procura, all'agenzia Keysztone-ATS, confermando una notizia di Le Temps.

Da una recente verifica effettuata dalla Corte dei conti è emerso che i cinque membri dell'esecutivo cittadino hanno usato in modo piuttosto allegro i soldi dei contribuenti. Le spese per il 2017 variano notevolmente da un municipale all'altro, da 11.000 franchi a 42.000 franchi in un anno.

L'indagine ha permesso di rilevare spese il cui carattere professionale risulta piuttosto dubbio, soprattutto per Guillaume Barazzone (PPD), il più spendereccio fra gli eletti in Municipio, con 42'000 franchi di rimborsi effettivi. Tra questi, oltre 17'000 franchi di costi di telefonia mobile e circa 3000 franchi in taxi, in parte in piena notte e verso indirizzi privati. Altrettanti in taxi ne ha speso la Verde Esther Alder, pur avendo a disposizione un posto auto in centro città e un abbonamento ai trasporti pubblici TPG.

Secondo la Corte, le regole adottate dalla Città sono insufficienti: non esiste una direttiva che specifichi che cosa si intende per spese professionali, che cosa è coperto dall'indennità forfettaria o che cosa può essere effettivamente rimborsato.

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