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I bambini svizzeri nel loro tempo libero preferiscono giocare a calcio o costruire torri con i mattoncini Lego piuttosto che ascoltare musica, guardare la TV o intrattenersi con i videogame.

È quanto risulta da un sondaggio pubblicato oggi condotto tra ragazzini nella fascia d'età dai 6 ai 13 anni e presentato in una conferenza stampa odierna a Zurigo.

Rispettivamente l'89 e il 79% degli interpellati infatti dichiara di giocare all'aperto o in casa e di praticare sport per almeno una volta alla settimana, si apprende dallo studio MIKE ("Medien, Interaktion, Kinder und Eltern") condotto dalla Scuola universitaria professionale zurighese di scienze applicate (ZHAW).

Per quanto riguarda l'utilizzo dei media, gli interrogati dicono di dedicare la maggior parte del tempo all'ascolto di musica e alla TV: l'80% lo fa almeno una volta a settimana.

Quasi la metà dei bambini interpellati ascolta giornalmente musica, il 42% guarda quotidianamente la TV - in media per 45 minuti - e il 37% legge ogni giorno per almeno mezzora, una percentuale sorprendentemente alta secondo il condirettore dello studio Gregor Waller, citato dalla NZZ am Sonntag di ieri, che anticipava i dati. La percentuale sale al 70% se si considerano i ragazzini che aprono un libro almeno una volta alla settimana.

Per contro, solo un quarto degli interrogati dichiara di giocare ai videogame quotidianamente, almeno per una durata di mezzora. Sono infine rispettivamente il 43 e il 42% degli interpellati ad utilizzare lo smartphone o a navigare in Internet nel tempo libero per almeno una volta a settimana.

Questi media digitali prevalgono soltanto in un secondo tempo: è nell'adolescenza che le priorità si spostano in modo netto.

Smartphone: il più amato

Lo studio mostra però che già più della metà dei ragazzini tra i 6 e i 13 anni possiede uno smartphone: nella fascia 6-7 anni sono il 35%, tra i 12-13enni i due terzi.

Nonostante molti bambini non utilizzino regolarmente il telefonino, esso si classifica al primo posto tra gli apparecchi più apprezzati, "anche tra i ragazzini che non ne possiedono uno", indica il ricercatore della ZHAW e professore di psicologia dei media Daniel Süss. Al secondo posto vi è il televisore, seguito dai libri e da Internet.

Pochi genitori ammettono di non dare regole

Per quanto riguarda i genitori, quasi tutti quelli interrogati hanno detto di fissare regole concernenti il momento della giornata e la durata dell'utilizzo dei media, così come il loro contenuto, e di controllarne il rispetto. Questo però spesso non corrisponde con quanto detto dai bambini. Secondo i ricercatori è possibile che i genitori non abbiano voluto ammettere di non dare regole ai loro figli in questo ambito o che queste non vengono percepite come tali.

Tre genitori interpellati su quattro ha detto di leggere un libro o guardare la televisione con i bambini almeno una volta a settimana. Ma solo il 17% dice di giocare ai videogame insieme ai propri figli.

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SDA-ATS