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"Dire che i magistrati hanno comportamenti eversivi significa assumere posizioni oggettivamente eversive". Lo afferma in interviste al Sole 24 Ore e al Corriere della Sera Giorgio Santacroce, primo presidente della Cassazione, secondo il quale "siamo di fronte all'ultimo, gravissimo tentativo di delegittimazione dell'intera magistratura per farla apparire come una parte politica contrapposta ad altre parti politiche, ad altri poteri dello Stato. Un'assurdità che si tramuta in un attacco non solo ai giudici, ma ai principi fondamentali della democrazia".

E il racconto al telefono di Silvio Berlusconi a proposito della sentenza Mondadori è "falso" e frutto di "una concezione distorta della realtà" che sottintende "una concezione gerarchico-piramidale del sistema che semplicemente non esiste" secondo cui i magistrati "sarebbero servitori di un padrone da cui prenderebbero ordini". Ma "il solo pensarlo" è "paradossale" e "assolutamente fuori dalle regole della democrazia".

Santacroce rifiuta la rappresentazione di uno "scontro" tra toghe e politica perché il "crescendo di attacchi contro la magistratura è sotto gli occhi di tutti". Siamo di fronte "a una sorta di 'muoia Sansone con tutti i filistei' berlusconiano, che finisce per colpire la storia e l'onestà intellettuale di tutti i magistrati".

Forse "se ci fosse stato in passato un argine più energico, la situazione non si sarebbe incancrenita". Ma ormai "non siamo più al condizionamento ideologico che porta a gridare contro la politicizzazione di una parte della magistratura; qui s'è arrivati a ipotizzare il coinvolgimento dei massimi vertici della Cassazione, presunte cinghie di trasmissione del capo dello Stato in una combine ai danni di un esponente politico. Oltre che falso, è grottesco".

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SDA-ATS