Giornali e siti di informazione hanno dedicato oggi pagine e articoli allo sciopero della donne. Diversi quotidiani svizzeri, fra cui La Regione, hanno tinto la testata di viola o pubblicato in prima pagina i simboli dello sciopero delle donne.

Alle 11.00 anche internet si è tinto di viola: una trentina di siti di informazione hanno pubblicato un articolo sulle disparità accompagnato nell'ambito dell'azione "Purple Screen".

L'azione "Purple Screen" vuole essere apolitica e neutrale. Le redazioni hanno quindi deciso di pubblicare solo un elenco di fatti. Gli argomenti trattati spaziano dall'economia alla violenza contro le donne, passando dalla politica ai lavori domestici, dal rischio di mutilazioni genitali al tabù delle mestruazioni, dalla religione alle norme di sicurezza.

Le cifre presentate, le cui fonti sono sistematicamente citate, sono eloquenti. "Le donne guadagnano in media il 18,3% in meno degli uomini, ovvero 1'455 franchi al mese", si legge . "Al Consiglio nazionale 32% sono donne, al Consiglio degli Stati il 15,2%". "Le donne vittime di omicidi sono sette volte di più che gli uomini". E ancora: "In Svizzera tra 10'000 e 13'000 ragazze e donne subiscono mutilazioni genitali".

Giornalismo di genere

È inoltre stata realizzata una sezione speciale per le disuguaglianze nel giornalismo. Essa denuncia differenze salariali che vanno dai 700 ai 1400 franchi al mese, la sotto rappresentanza delle donne in posizioni dirigenziali e in alcuni settori nonché la flessione del numero di giornaliste nel corso degli anni.

Su quattro posizioni dirigenziali tre sono ricoperte da uomini, spiegano le redazioni. Tuttavia, si evidenziano differenze significative: se nelle riviste la metà di questi posti sono occupati da donne, la proporzione si riduce drasticamente nei quotidiani e settimanali (27%) nonché nei media privati di radiodiffusione e nei media online (20%). Alla SSR invece risulta un equilibrio.

Gli stereotipi di genere sono difficili da superare anche nel settore dei media. Gli uomini sono in ampia maggioranza nelle redazioni sportive (90%), in quelle politiche e anche in quelle economiche (70%). Le donne lavorano più spesso nelle redazioni culturali e d'intrattenimento.

Con il passare degli anni le giornaliste tendono a sparire dal settore giornalistico. Oltre la metà delle dipendenti del ramo ha meno di 30 anni, mentre le ultracinquantenni e quelle con oltre 12 anni di esperienza raggiungono appena il 30%.

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