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KABUL - Cinque soldati morti e due dispersi, ma quasi certamente sequestrati, sono il bilancio di una nuova ''giornata nera'' vissuta oggi dagli Usa in Afghanistan dove, nonostante i promettenti risultati della recente Conferenza di Kabul, la situazione resta esplosiva.
I militari americani, ha reso noto la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), sono deceduti per l'esplosione di due ordigni rudimentali (ied) nel sud del paese, mentre la scomparsa ed il probabile rapimento e' avvenuto nella provincia centrale di Logar dove, risulta dalle prime informazioni, due marines usciti di pattuglia a bordo di un veicolo da una base di Kabul si sono persi.
Qui li hanno intercettati e, a quanto pare, sequestrati i talebani che hanno subito rivendicato il rapimento per bocca del loro portavoce Zabihullah Mujahid, secondo cui la cattura e' avvenuta nell'area di Patank, del distretto di Charkh.
L'Isaf in un comunicato ha ammesso solo la scomparsa dei suoi uomini indicando che e' stata avviata un'operazione per rintracciarne l'ubicazione. Fonti giornalistiche ipotizzano peraltro che i talebani abbiano sostenuto uno scontro a fuoco con i due soldati, uccidendone uno, per cui nelle loro mani resterebbe solo il sopravvissuto.
Finora l'unico americano ostaggio dei talebani in Afghanistan era il soldato Bowe Bergdahl, scomparso il 30 giugno 2009 nella provincia orientale di Paktika e di cui sono stati in passato diffusi un paio di video per testimoniare che e' ancora vivo.
Si deve ricordare inoltre che la prima di cinque direttive contenute in una lettera inviata dalla guida spirituale dei talebani Mullah Omar ai suoi comandanti in giugno, e intercettata dall'Isaf, diceva: ''Combattere a morte le forze della Coalizione senza arretrare o arrendersi; cercare di catturare elementi della Coalizione quando possibile''.
La 'giornata nera' e' coincisa con la presenza nella regione, a Islamabad, del capo degli Stati maggiori interarmi, ammiraglio Mike Mullen, che ha duramente criticato i talebani e chiesto al governo pachistano di reprimerne l'azione nelle zone tribali al confine con l'Afghanistan.
Proprio stamani due droni americani sono per l'ennesima volta entrati in azione sparando quattro razzi nel villaggio di Dwasarak (Waziristan meridionale), uccidendo almeno 18 militanti fondamentalisti e ferendone molti altri.
I militari della Coalizione internazionale morti sono, secondo un calcolo ufficioso, 1.965 dall'inizio dell'intervento nel 2001 (fra cui 1.205 americani), 397 dall'1 gennaio 2010, e 75 in luglio.

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SDA-ATS