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Libertà, coesione e innovazione: questi i principi cardine della strategia del PLR svizzero, discussa oggi a Zugo in una giornata che ha segnato l'inizio della campagna per le elezioni 2015. Presente anche il consigliere Johann Schneider-Ammann, di nuovo al centro di polemiche in questi giorni per le pratiche fiscali della sua azienda, che è stato anche contestato dagli oppositori politici.

Davanti ad oltre 1000 membri e simpatizzanti il presidente Philipp Müller ha parlato della strategia per mantenere la Svizzera ai vertici mondiali e per permettere un ulteriore sviluppo del paese. "Questo senza chiuderci, rimanendo al contrario aperti ai nuovi sviluppi e alle innovazioni", ha sottolineato.

Libertà, coesione e innovazione "sono il fondamento della nostra moderna politica liberale e radicale", ha proseguito il consigliere nazionale argoviese. Fra i temi su cui il PLR si concentrerà particolarmente durante la campagna figurano la creazione di posti di lavoro, la diminuzione della burocrazia e la salvaguardia del futuro delle assicurazioni sociali.

Müller ha invitato la platea a mobilitarsi in vista dell'appuntamento del 2015. "Le elezioni non si vincono in ufficio. Le elezioni si vincono con il cuore", ha sostenuto il presidente, che si è detto anche convinto che il PLR abbia imparato a tornare a lottare per i suoi ideali.

Da parte sua il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha insistito sul concetto di libertà. "Lo stato è stato creato per gli uomini, e non viceversa". Libertà e pace, oggi come al momento della fondazione dello stato federale nel 1848, sono valori inestimabili, per cui occorre lottare ogni giorno.

Schneider-Ammann ha parlato della coesione, colonna portante del modello di successo elvetico. "Più le sfide per il nostro paese si fanno grandi, più abbiamo bisogno di coesione: ma nel senso liberale-radicale, vale a dire attraverso l'impegno volontario, non con la coercizione statale".

Il ministro dell'economia ha preso posizione anche sugli ultimi sviluppi relativi alla tassazione del gruppo industriale Ammann, di cui era il numero uno prima di entrare in governo. Schneider-Ammann ha ammesso di non aver pesato ogni singola parola pronunciata nei giorni scorsi, ma ha sottolineato che è ancora peggio rimettere in discussione la sicurezza del diritto e l'applicazione della legge.

"Io e la mia impresa siamo sempre stati trasparenti", ha ribadito, insistendo sul fatto che tutto è stato fatto conformemente alla legge. Le parole del consigliere federale bernese sono state disturbate con fischietti da alcuni esponenti della Gioventù socialista (GS), poi fatti allontanare.

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SDA-ATS