Navigation

Giornate di Soletta: premiata tunisina Boutheyna Bouslama

Premiata la tunisina Boutheyna Bouslama alle 55esime Giornate di Soletta Keystone/Anu Fine Art Photography sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 gennaio 2020 - 18:56
(Keystone-ATS)

"A la recherche de l'homme à la camera" e "Baghdad in my Shadow" sono i due film grandi vincitori delle 55esime Giornate di Soletta.

Alla prima pellicola, diretta da Boutheyna Bouslama, è andato il "Prix de Soleure"; alla seconda, opera del regista Samir, il "Prix du Public".

Nel suo film documentario, la regista tunisina racconta la sua odissea di tre anni alla ricerca del suo amico d'infanzia, un attivista dei media scomparso durante la guerra in Siria. È il primo documentario dell'ex studente della Scuola universitaria di arti applicate di Ginevra.

Bouslama ha ricevuto il premio, dotato di 60'000 franchi, questa sera, in occasione della chiusura della manifestazione. Il premio principale del Festival del cinema svizzero viene assegnato ogni anno a un'opera d'arte che si distingue per il suo umanesimo.

Alla "Soirée de clôture" del festival, la giuria composta dalla regista Ursula Meier, dall'artista Cemile Sahin e dal diplomatico Mirko Manzoni, si è detta "colpita dalla narrazione, dall'estro cinematografico e dall'atteggiamento impegnato" della regista di fronte al vuoto lasciato dalla perdita del suo amico. Ha così dato "visibilità agli scomparsi delle guerre dimenticate".

Bouslama ha dovuto lasciare la Svizzera dopo aver terminato gli studi poiché il suo permesso di residenza, legato alla formazione, è scaduto. Ora vive a Istanbul. "A la recherche de l'homme à la camera" è stato coprodotto dalla società ginevrina Close Up Films.

Il regista Samir, 64 anni, è stato premiato dal pubblico del festival. Ha ricevuto 20'000 franchi. Nella sua fiction "Baghdad in my Shadow", lo svizzero-iracheno di Zurigo racconta la storia di una comunità irachena in esilio a Londra il cui destino prende improvvisamente una svolta drammatica.

Il lungometraggio di Samir è stato girato sia a Londra che a Baghdad. È il primo film internazionale con riprese nella capitale irachena dopo il ritiro delle truppe statunitensi.

"Baghdad in my Shadow" è anche nominato per i Quartz, il Premio del cinema svizzero, che sarà assegnato il 19 maggio, nelle categorie miglior film, migliore sceneggiatura e miglior montaggio.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.