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SOLETTA - Il cinema svizzero è in buona salaute, almeno a giudicare dalla Giornate di Soletta. La 45esima edizione - la prima tenutasi sull'arco di otto giorni, fra due giovedì - si è conclusa oggi potendo registrare un record di visitatori: anche grazie al giorno supplementare è stata per la prima volta oltrepassato il numero di 50'000 spettatori.
Soddisfatto per il superamento della "soglia magica" si è mostrato il direttore del festival, Ivo Kummer. Rallegrante è stato in particolare il fatto che tutte le giornate siano state ben frequentate.
Il premio della giuria, dotato di 60'000 franchi, è andato al documentario "Nel giardino dei suoni", di Nicola Bellucci, cineasta di origine italiana emigrato a Basilea. La pellicola è incentrata sul musicoterapeuta cieco Wolfgang Fasser. Anche il riconoscimento del pubblico (20'000 franchi) è andato a un documentario: "Bödälä - Dance the Rhythm", di Gitta Gsell, che mette in scena la danza.
Fra le opere di finzione è stata accolta con molta simpatia "La guerre est finie", di Mitko Panov, regista che vive a La-Chaux-de-Fonds: un film a cavallo fra Svizzera e Kosovo. Forte interesse anche per "Sinestesia" del regista ticinese Eric Bernasconi, che ha ricevuto tre nomination per i Quartz 2010, gli oscar elvetici che saranno assegnati in marzo a Lucerna.
A livello politico-culturale l'atmosfera è stata più distesa del solito, anche perché il consigliere federale Didier Burkhalter ha fatto notate con gentilezza, ma anche con determinazione, che sulla sua scrivania non vi è solo cultura, bensì anche dossier più impegnativi quali la salute e la formazione. Il reclamo presentato dagli operatori del ramo contro l'Ufficio federale della cultura riguardo alla spartizione dei sussidi è solo uno fra i tanti problemi, ha detto il ministro radicale, ammettendo di non essere ancora entrato in confidenza con la politica del cinema e con i suoi protagonisti. Non è quindi difficile prevedere che le diatribe nel settore continueranno ancora: il prossimo capitolo verrà scritto al più tardi al Festival di Locarno.

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SDA-ATS