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Per Enrico Letta il voto di fiducia di due giorni fa ha sancito la nette distinzione tra la vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi e la vita del governo. Ma alla Giunta che oggi ha proposto la decadenza da senatore, il Cavaliere replica con i toni di sempre. Parla di "decisione indegna", di "ferita alla democrazia", di "violazione dello Stato di diritto". Una decisione, incalza Berlusconi, frutto della volontà di eliminare per via giudiziaria l'avversario politico.

E 'falchì del Pdl tornano all'attacco. Dice Sandro Bondi: "Come possiamo assistere alla defenestrazione del presidente Silvio Berlusconi da parlamentare per mano di un partito, il Pd, con il quale collaboriamo in Parlamento e al governo?". Ed ancora Micaela Biancofiore: "Complimenti al Pd che mostra di essere il solito vecchio partito comunista, 'sinistrò senza se e senza ma.

Una "infamia politica", taglia corto Daniela Santanchè. In Giunta le cose sono andare come previsto: 15 a 8 per la decadenza. Numeri della vigilia rispettati. Il secondo round, quello definitivo, di giocherà nell'aula del Senato, attorno alla metà di ottobre. Lì i numeri potrebbero non essere così certi. Il voto sarà segreto. Il Pdl lo chiede.

Ricorda Renato Schifani: "In occasione del voto sul senatore De Gregorio sia stato proprio il senatore Zanda del Pd a ricordare al sottoscritto come il voto dovesse essere segreto. E segreto fu". Nella giornata di oggi, fuori copione, il caso Crimi. Il senatore 5 Stelle ha postato su Facebook un commento offensivo nei confronti di Berlusconi. Il Pdl ha colto l'occasione per chiedere un rinvio, che è stato respinto, della seduta della Giunta. (segue)

Berlusconi bolla la decisione della Giunta come lesiva dello Stato di diritto. In una nota, il Cavaliere attacca: "La democrazia di un Paese si misura dal rispetto dalle norme fondamentali poste a tutela di ogni cittadino. Violando i principi della Convenzione Europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialità dell'organo decidente e sulla irretroattività delle norme penali oggi sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto".

"Quando si viola lo stato di diritto - incalza Berlusconi - si colpisce al cuore la democrazia. Questa indegna decisione è stata frutto non della corretta applicazione di una legge ma della precisa volontà di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si è riusciti ad eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia".

Dichiarazioni che si ritrovano anche nella nota 'tecnicà dei legali del Cavaliere. La decisione della giunta per le elezioni del Senato rappresenta un "gravissimo precedente che mina profondamente la storia democratica del paese e lo stato di diritto". Lo dichiarano in una nota congiunta i legali di Silvio Berlusconi, Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini.

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SDA-ATS