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Glencore continua a inquinare aria e terreno in RDC, Ong

La sede principale di Glencore, a Baar (ZG).

KEYSTONE/SIGI TISCHLER

(sda-ats)

Glencore continua a inquinare aria e terreno nella Repubblica democratica del Congo (RDC): lo sostengono alcune Ong svizzere, anche se il loro quarto rapporto incentrato su questa problematica lascia intravedere progressi compiuti dalla multinazionale.

Lo studio di Pane per tutti e Sacrificio quaresimale prende di mira la miniera di rame e cobalto della società Kamoto Copper Company (KCC), di proprietà del gigante zughese. Le due Ong hanno misurato la qualità dell'aria nella città di Kolwezi, situata in prossimità della miniera. "Alla fine di maggio del 2018, i livelli di polvere si situavano tra i 150 e i 300 microgrammi per metro cubo e fino a 500 microgrammi sulla strada di accesso alla miniera", indicano in un comunicato congiunto di oggi. Il valore limite dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è di 50 microgrammi. Le attività di Glencore nuocciono anche alla qualità del suolo. Quattro anni dopo l'ultimo rapporto dedicato alle attività di Glencore nella RDC, Pane per tutti e Sacrificio quaresimale rivelano tuttavia dei progressi realizzati dalla multinazionale zughese.

Glencore ha reagito citando gli sforzi compiuti dalla multinazionale per combattere l'inquinamento legato ai lavori di estrazione e assumendosi le proprie responsabilità. Sottolinea peraltro che non è l'unica ad inquinare, visto che nella regione operano anche altre società minerarie. Glencore sottolinea la trasparenza dimostrata riguardo alle sue attività e mette in evidenza il suo sostegno a progetti di sviluppo delle infrastrutture. La società, dal 2007 a oggi, ha investito nella RDC più di 6,5 miliardi di dollari (grossomodo la medesima somma in franchi).

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