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Circa 300 persone - yazidi, curdi e loro simpatizzanti - hanno denunciato oggi a Ginevra le atrocità commesse nei loro confronti da Daesh. Hanno pure chiesto l'appoggio dell'Unione europea e delle Nazioni Unite nella loro lotta per l'autodeterminazione.

Il 3 agosto 2014, Isis ha attaccato la comunità yazidi nella città di Sinjar, in Iraq, provocando l'esodo di quasi 500'000 persone. Un anno dopo - hanno denunciato i dimostranti - la città è tuttora occupata dallo Stato islamico. Oltre 5500 donne sono prigioniere e 3500 bambini sono stati collocati nei campi di rieducazione di Daesh.

Gli Yazidi chiedono che siano riconosciuti e appoggiati dalla comunità internazionale le loro forze armate (l'unità di protezione di Sinjar) e il loro governo, il Consiglio Yazidi di Sinjar. "Né l'Europa, né altri paesi sono in grado di assorbire mezzo milione di rifugiati. I profughi devono poter tornare nelle loro terre", sottolinea un volantino distribuito dai manifestanti.

I curdi, dal canto loro, chiedono che sia riconosciuto il "Confederalismo Democratico", l'organizzazione politica e sociale autonoma allestita dal movimento di liberazione curdo in Turchia e in Siria. Denunciano pure la repressione nei loro riguardi messa in atto dal governo turco dal 20 luglio.

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SDA-ATS