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"Non è possibile avere un dialogo sulla migrazione con l'Eritrea". È quanto ha dichiarato oggi al Tages Anzeiger Eduard Gnesa, ambasciatore straordinario per la cooperazione internazionale in materia di migrazione in seno al Dipartimento federale degli affari esteri.

Secondo Gnesa, l'aumento del numero di cittadini dal Paese africano in Svizzera è riconducibile all'impossibilità di concludere un accordo di riammissione. "Saremmo disposti ad avviare un dialogo in tal senso", ha spiegato il Mister migrazione della Confederazione, "ma non sappiamo ciò che capita alle persone che fanno ritorno in patria".

A suo avviso, i diritti umani sono sistematicamente violati in Eritrea. Non è nemmeno possibile una ripresa della cooperazione elvetica con Asmara, ha aggiunto il diplomatico. "Non vi sono infatti le condizioni preliminari" per un negoziato con il governo del Corno d'Africa.

Partenza obbligata della DSC

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha lasciato l'Eritrea nel 2006, "non proprio spontaneamente", ha precisato Gnesa. In alcuni casi, i collaboratori dell'agenzia non potevano più recarsi nelle regioni o nei villaggi che avevano bisogno di aiuto.

Altre organizzazioni sono pure state escluse. "La cooperazione non era più possibile". Secondo il diplomatico elvetico. Una delegazione della Confederazione si è comunque recata all'inizio dell'anno in Eritrea.

Nove su dieci accolti in Svizzera

Per i cittadini del Paese africano che giungono in Svizzera, lo statuto d'ammissione provvisoria è ben adattato, ha giustificato Gnesa. Questa autorizzazione è prevista per le persone che non sono perseguitate individualmente ai sensi della legge sull'asilo, ma che non possono più vivere in patria, come nel caso di una guerra civile.

La consigliera nazionale Cesla Amarelle (PS/VD) ha a sua volta ricordato in un'intervista a Le Temps che nove cittadini eritrei su dieci ottengono protezione in Svizzera, sia tramite l'asilo (47%) sia attraverso un'ammissione provvisoria (43%). La vodese ha peraltro deplorato la campagna di stigmatizzazione di cui fanno parte gli Eritrei.

Secondo Amarelle, l'UDC se la prende con una comunità di migranti particolare, come ha fatto in passato con i Kosovari. Ma, a suo avviso, "non si può rinviare queste persone in Eritrea senza metterne in pericolo la vita e Paesi come la Germania, l'Austria o gli Stati Uniti l'hanno capito".

Consolato eritreo a Ginevra

Interrogata sul prelievo di tasse presso la diaspora da parte del consolato eritreo a Ginevra, la consigliera nazionale ha detto di essere a conoscenza del problema. "Se l'Eritrea incassa fondi senza autorizzazione da parte svizzera, viola l'articolo 271 del Codice penale svizzero".

La Confederazione può allora "aprire un procedimento contro le persone interessate e riservare altri passi giuridici nei confronti dell'Eritrea per mettere fine a queste pratiche intollerabili".

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SDA-ATS