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PENSACOLA - Per bloccare la marea nera nel Golfo del Messico, la Bp tenta la carta della 'cupola': chiatta, la gigantesca struttura in cemento e acciaio è stata portata oggi fino all'altezza del pozzo petrolifero danneggiato dall'affondamento della piattaforma Deepwater Horizon.
Una volta in posizione sul 'ground zero' della perdita, a circa 80 km dalla costa, la struttura sarà calata negli abissi del Golfo per contenere la perdita di greggio, operazione mai tentata prima a simili profondità, ovvero a oltre 1.500 metri sotto la superficie. "Provano tutto il possibile. Se non funziona tenteranno qualcos'altro", ha detto il capitano della chiatta Demi Shaffer. La complicata manovra, piena di incognite, é stata oggi al centro dell'attenzione negli stati Usa, dalla Louisiana alla Florida, che seguono passo a passo i diversi fronti - in primo luogo quello ecologico - sulla minaccia 'oil' per le proprie coste.
Intanto, la marea nera 'presenta' il conto: il gigante elvetico delle riassicurazioni Swiss Re stima infatti che i costi causati dalla fuoriuscita di petrolio potranno raggiungere la cifra di 2,7 miliardi di euro.
Sempre sul fronte economico, almeno 13 paesi, la maggior parte dei quali europei, hanno proposto di aiutare Washington a combattere la marea nera.

SDA-ATS