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Google: si riapre causa Street View, per violazione domicilio

NEW YORK - Si riapre, stavolta con l'accusa di violazione di domicilio, la causa vinta negli Usa un anno fa da Google sul presunto non rispetto della privacy di 'Street View', servizio che offre vedute dal livello stradale di diverse città nel mondo, con la possibilità di ruotare l'immagine di 360 gradi. Anche se Google minimizza, la nuova causa potrebbe dare nuova linfa alle polemiche e alle controversie in corso un po' in tutto il mondo su questo servizio.
A febbraio scorso il colosso di Mountain View aveva avuto ragione su una coppia di coniugi di Pittsburgh. Aaron e Christine Boring gli avevano fatto causa sostenendo che era colpevole di aver provocato loro "una grande sofferenza mentale" e di aver diminuito il valore della loro proprietà, appositamente acquistata in una zona isolata, per averla fotografata e messa on line sul servizio 'Street View'.
Con la denuncia partì la richiesta di eliminazione dell'immagine e di 25 mila dollari di risarcimento. Allora la corte distrettuale della Pennsylvania decretò che non sussisteva nessun capo d'accusa, mentre l'appello ha ora riaperto il caso sostenendo che la sentenza di primo grado era errata per quanto riguardava l'introduzione illecita nella proprietà altrui.
"I coniugi Boring affermano che i fotografi di Google entrarono nella loro proprietà senza permesso - spiegano i giudici -, se questo sarà provato allora l'accusa di violazione di domicilio è valida". I coniugi sostengono infatti che il viale di accesso alla villa recava in modo chiaro la scritta "strada privata" e che dunque i fotografi di Google non avrebbero dovuto percorrerlo.
"Questa causa non sussiste", la secca replica di un portavoce di Mountain View.

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