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Google Street View: giudici federali danno ragione a mister dati

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 aprile 2011 - 17:40
(Keystone-ATS)

Tutte le persone e le targhe di veicoli che figurano sulle immagini di Google Street View dovranno essere sfumate per renderle irriconoscibili. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha dato ragione a "Mister Dati" Hanspeter Thür nella vertenza che l'opponeva al colosso americano di internet.

L'interesse economico di Google deve cedere il passo alla protezione dell'immagine di ogni individuo, giudica il TAF. La sentenza, molto attesa, può essere ancora contestata davanti al Tribunale federale di Losanna.

Grazie anche all'ausilio di un software che interviene in modo automatico, il 98-99% dei volti e delle targhe sarebbero già stati resi irriconoscibili, una quota ancora insufficiente secondo l'incaricato federale della protezione dei dati, sostenuto dal TAF in quasi tutte le sue rivendicazioni. Google dovrà ora sfumare il resto manualmente nel suo servizio che permette di passeggiare virtualmente in numerose città svizzere.

L'ordine del tribunale non vale solo per le facce ma anche per altre caratteristiche individuali come colore della pelle o vestiti. Google dovrà inoltre informare tramite i giornali locali sulle previste riprese fotografiche stradali, e non soltanto, come finora, sulla pagina iniziale di Google Maps.

Il TAF rammenta che è di norma vietato fotografare una persona senza avergliene chiesto prima il permesso. Ognuno ha il diritto di proteggere la propria immagine, fa parte del diritto più ampio alla salvaguardia della personalità, sottolinea il TAF. Nell'ambito della protezione dei dati, aggiunge, il diritto all'autodeterminazione in materia di informazione è garantito dalla Costituzione federale.

Il Tribunale amministrativo federale tiene a precisare che non si tratta di vietare Google Street View. Semplicemente vanno pubblicate su internet soltanto immagini che salvaguardano il diritto della personalità. Questa protezione deve essere rispettata più particolarmente in prossimità di luoghi "sensibili" quali ospedali, prigioni, tribunali o servizi sociali, aveva sottolineato Thür.

Gli argomenti economici avanzati da Google, che teme ingenti costi supplementari, non rimettono in questione queste considerazioni. Se è il caso, certe immagini devono essere rielaborate manualmente. "Questo sforzo supplementare non dovrebbe essere tale da mettere in causa la sopravvivenza economica di Google", perché sarebbe possibile considerare lo scarico dei costi sugli utilizzatori di Google Street View, sostiene il TAF. Anche se questo servizio è gratuito, è innegabile che persegue un obiettivo di carattere economico.

Google Street View Svizzera, online a partire da maggio 2009, aveva immediatamente suscitato l'intervento dell'incaricato federale, che nel settembre successivo aveva emesso una serie di raccomandazioni a Google. L'impresa non le aveva però accettate.

Thür aveva deciso in novembre di rivolgersi al TAF e a metà dicembre 2009 le parti avevano raggiunto un accordo provvisorio in attesa che il tribunale si esprimesse sul merito della questione: Google era autorizzata a continuare le riprese in Svizzera, ma assumendosi il rischio di non poterle pubblicare se così avesse deciso il TAF.

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