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L'Unione europea (Ue) tira un sospiro di sollievo per la fiducia incassata oggi dal governo di Enrico Letta e la ritrovata stabilità acquisita così non solo dall'Italia ma dall'intera Eurozona. Un passaggio che ha messo un punto a una situazione che per giorni ha tenuto con il fiato sospeso Bruxelles e le altri grandi capitali europee - come dimostra l'attenzione con cui i media europei hanno seguito la vicenda - preoccupate per quanto stava accadendo in Italia e le sue possibili conseguenze.

Tanto che diversi 'pesi massimi' della scena politica europea - istituzionale e parlamentare - sono scesi direttamente in campo fino all'ultimo momento, con telefonate e messaggi, per facilitare il raggiungimento di una soluzione positiva della crisi.

"La stabilità politica è vitale per l'Italia ed è quindi molto positivo che il governo possa continuare senza interruzioni le riforme avviate", ha commentato il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso. Il quale, a quanto si è appreso, alla vigilia del voto di fiducia ha avuto un conversazione telefonica di oltre mezz'ora con Silvio Berlusconi perorando la causa della stabilità.

Ed ha avuto contatti anche con lo stesso Enrico Letta e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "È cruciale - ha osservato ancora Barroso - evitare una crisi politica 'artificiale' che può minare la fiducia degli investitori negli sforzi di ripresa dell'Italia: è una questione di decisiva importanza non solo per l'Italia stessa ma anche per l'Eurozona e l'intera Ue".

Tutti a Bruxelles sono comunque consapevoli che la prova superata dal governo Letta in Parlamento non significa certo la soluzione di tutti i problemi aperti. Il prossimo appuntamento è ora fissato per il 15 ottobre, data entro la quale dovrà presentare all'Ue la legge di stabilità.

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SDA-ATS